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REBAUDENGO, CONTINUA LA PROTESTA DEI RESIDENTI

  • Immagine del redattore: facciamobarriera
    facciamobarriera
  • 23 ore fa
  • Tempo di lettura: 2 min

Sono di nuovo scesi in strada a protestare i residenti del quartiere Rebaudengo, nel pomeriggio di sabato 28 marzo, in conclusione di un ciclo di sit-in che ha animato il mese di marzo. Appuntamento alle 15, in via Cena davanti ai giardini pubblici dove c’è un marciapiede inutilizzabile. I nastri bianco e rossi della Polizia Locale impediscono il passaggio ai pedoni. “Cosa aspettano a metterlo a posto? – domanda Marco Milazzo, un rappresentante del Gruppo spontaneo E4, il comitato che ha organizzato la maratona di proteste.



È molto malridotto da almeno cinque anni. Per anziani, bambini e persone con problemi deambulatori rappresenta un vero e proprio ostacolo, non facile da superare. “Una carrozzina da qui non può passare - incalza Milazzo -. Poi c’è qualcuno che si diverte a togliere le transenne, per cui costantemente devono tornare i vigili a riposizionarle. E quando non ci sono il rischio è che qualche passante si faccia male. È una questione di sicurezza che va affrontata seriamente”.



Ma chi dovrebbe intervenire? A quanto pare Atc perché le case tutto intorno sono di edilizia sociale. Anche se di recente alcuni appartamenti sono stati venduti e quindi ora si sono aggiunti altri proprietari che dovrebbero farsi carico dei costi insieme con l’Agenzia territoriale per la casa. È una vicenda che va avanti da lungo tempo in cerca di una soluzione. Si sono fatti vari incontri in Circoscrizione. Sono state effettuate verifiche per stabilire a chi toccasse mettere mano al portafoglio. Poi quando sembrava che Atc fosse disposta a provvedere alla riparazione, di nuovo tutto si è fermato.


Ci avevano detto che per sistemarlo occorrevano 10mila euro. Una cifra irrisoria – conclude Milazzo -. Due imprese hanno anche già fatto i preventivi e la copertura finanziaria sembrava esserci. Ma ora siamo ancora una volta punto e a capo. A quanto pare Atc deve mettersi d’accordo con il Comune per fare anche altri interventi in zona e pertanto ora devono decidere chi fa che cosa e anche chi tira fuori il denaro”.


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