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BAR EX CASABLANCA, CHIUSO PER SEMPRE

  • Immagine del redattore: Paola Gatti
    Paola Gatti
  • 17 lug
  • Tempo di lettura: 2 min

Dopo tre anni davvero sofferti, per i residenti di via Palestrina dalle parti di via Chatillon si conclude finalmente una brutta vicenda fatta di lunghe notti insonni. Il bar al civico 36 è stato costretto ad abbassare definitivamente le serrande. Quando ci comunica la notizia l’assessore comunale al Commercio Paolo Chiavarino esprime soddisfazione, sapendo che il provvedimento era atteso da tempo e con trepidazione da chi abita in zona. Con la titolare e i suoi clienti davvero molto "speciali" la convivenza si era fatta impossibile.



“Il divieto di prosecuzione dell’attività per il bar Edoghogho Srl è stato disposto ieri, giovedì 16 luglio, per il venir meno appunto dei requisiti necessari all'esercizio dell'attività” afferma Chiavarino che poi sottolinea come ciò si sia reso possibile grazie a una preziosa sinergia tra le istituzioni.


In questi tre anni, in cui gli esposti per schiamazzi, musica ad alto volume e disturbo della quiete pubblica presentati dai residenti sono stati infiniti, il Commissariato Barriera di Milano d’intesa con la Polizia Locale ha fatto un grande lavoro che alla fine ha prodotto i suoi frutti.


Da settembre 2025 a fine gennaio 2026 i controlli assidui e capillari effettuati dai poliziotti hanno permesso di riscontrare la presenza nel locale di persone gravate da numerosi precedenti per reati contro la persona, contro il patrimonio, in materia di sostanze stupefacenti, di armi e di sfruttamento della prostituzione.    



A ottobre nel corso di un blitz delle forze dell’ordine due persone sono state denunciate in stato di libertà per il possesso di cocaina. A gennaio il bar è stato anche sanzionato per diverse violazioni amministrative. Il mese dopo c’è stata la chiusura per quindici giorni con provvedimento disposto dal Questore ai sensi dell’art. 100 del Tulps. Alla titolare lo Spresal aveva inoltre imposto il divieto di utilizzare il sotterraneo come se fosse una discoteca perché sprovvisto di uscita di sicurezza. Non bastasse si erano pure riscontrate gravi carenze per quanto riguarda gli allacci di corrente elettrica e gas.



Un plauso nei confronti del Commissariato di zona è dunque doveroso, ma di fondamentale importanza è stato l’intervento in ultima battuta dello Sportello Unico delle Attività Produttive su disposizione dell’assessore al Commercio a cui il Suap fa riferimento. Nella vicenda un ruolo, infine, lo ha avuto pure Facciamo Barriera, portando all’attenzione di Paolo Chiavarino le continue lamentele dei residenti e il loro disperato grido di aiuto. L’assessore si è subito mosso, confrontandosi con il Commissariato.    


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