INCREDIBILE SECONDO SUICIDIO IN BARRIERA
- Paola Gatti

- 8 set 2025
- Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 10 set 2025
Una ragazza si butta giù dal quinto piano di un palazzo di Barriera di Milano. Vuole farla finita e ci riesce. La sua fragile vita si spezza sull’asfalto esattamente come farebbe un cristallo scaraventato con forza al suolo. Succede poco dopo le 18 della prima domenica di settembre. Ma questa è una scena già vista, proprio qui, in questa stessa via che porta un nome aulico di un famoso compositore. Il 31 maggio una ventenne aveva fatto la stessa scelta, quella di andarsene da una finestra per non tornare mai più. Il palazzo è lo stesso. La finestra è la stessa. Le due giovani erano cugine. Più o meno avevano la stessa età.

Due famiglie stroncate dal dolore. Per ciascuna un dolore moltiplicato all’infinito. Per la perdita di una figlia e pure di una nipote, di due giovani creature le cui vite si sono intrecciate, mescolate fino a dissolversi nel nulla volontariamente. Adolescenti che non ce l’hanno fatta a sopravvivere in questo mondo complicato e a volte un po’ cattivo. Che hanno gettato la spugna di fronte al male di vivere.
A quanto pare per portare a compimento il suo piano, quello di emulare la cugina per la cui scomparsa tanto aveva sofferto, la giovane era partita in treno da un’altra città del Nord Italia per poi rifugiarsi a casa della zia con le idee ben chiare. Inutili i tentativi di calmarla. Alla fine ce l'ha fatta a buttarsi da quella maledetta finestra. È stata portata via in ambulanza con un filo di vita che la parca Atropo non ha esitato a recidere con estrema crudeltà un attimo dopo.
Come in una tragedia greca che si rispetti. In cui il dolore si aggiunge al dolore, facendo strazio di cuori. Sullo sfondo si dibatte Barriera con le sue brutture che rendono tutto più grigio e difficile. Un quartiere degradato che appare ancora più opaco e triste sul finire dell’estate in un momento in cui il male prevale su tutto. E ci si domanda se sia un caso che il dramma abbia avuto luogo proprio qui.
Vivere oggi è complicato. Malessere, paure, mancanza di prospettive spaventano tutti. Ma soprattutto i giovani che sono meno attrezzati degli adulti, più fragili e quindi più esposti alle tempeste. In questa società sono crollate le certezze per tutti e senza una guida ci si perde ogni giorno. I più deboli è inevitabile che si sfracellino al suolo. E allora sarebbe quanto mai opportuno chiedersi cosa bisogna fare per evitare che accadano di nuovo tragedie come questa.




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