LADRO FORZA AUTO DI PETRARULO

“Per quanto riguarda furti e microdelinquenza ormai la situazione è fuori controllo, come ripeto all’infinito da tempo. E stavolta è toccato a me subire”. Ad affermarlo è Raffaele Petrarulo che di sicurezza se ne occupa tutti i giorni come Responsabile in materia per Forza Italia a Torino. Un mariuolo, nel primo pomeriggio di ieri mercoledì 7 ottobre, ha tentato di rubare a bordo della sua auto. Ma la buona notizia è che i carabinieri del Nucleo Radiomobile di via Guido Reni lo hanno beccato sul fatto e assicurato alla giustizia.

Bel colpo d’occhio dei militari che di passaggio sul viale di corso Novara notano il ladruncolo in azione. Sta rovistando a bordo dell'auto di Petrarulo, parcheggiata nel controviale, all’altezza del civico 26, di fronte all’Istituto comprensivo Ilaria Alpi. Nel quartiere Aurora sul confine con Barriera. È un nordafricano che per aprire il veicolo ha usato un qualche apparecchio tipo il Code Grabber che intercetta e clona i codici del telecomando oppure il Jammer per impedirne la chiusura da parte del proprietario.
Nessun segno di effrazione dunque, tutto a soqquadro all’interno. Intorno alle 14,30 i carabinieri chiamano Petrarulo che ha l’ufficio in zona e lo avvisano. Lui querela subito il nordafricano per tentato furto aggravato così da permetterne l’arresto. In base alla Riforma Cartabia, infatti, il reato non è più procedibile d’ufficio. “Senza la mia querela non avrebbero potuto mettergli le manette ai polsi. Per questo motivo è di fondamentale importanza denunciare - spiega Petrarulo -. Diversamente lo Stato non potrà perseguire il colpevole e il giudice sarà costretto a dichiarare il ‘non doversi procedere’, lasciando il ladro impunito anche se colto sul fatto dalle forze dell'ordine”.
Complimenti ai carabinieri in questo caso, ma anche ai poliziotti che “sono sempre presenti sul territorio con le pattuglie e continuano a fare il loro lavoro nonostante le leggi non offrano loro adeguate tutele e tutti gli strumenti necessari per inchiodare i criminali” conclude Petrarulo.




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