MERCATO CORSO TARANTO, NUOVE APERTURE ANCHE IL POMERIGGIO
- facciamobarriera

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L’ipotesi di sperimentare l’apertura pomeridiana, due giorni a settimana, del mercato di corso Taranto sta prendendo sempre più piede, come ha sottolineato l’assessore comunale al Commercio e ai Mercati Paolo Chiavarino. Lo ha fatto, rispondendo a un’interpellanza presentata in Sala Rossa dal consigliere di Torino Libero Pensiero Pino Iannò per sollecitare un intervento di potenziamento e riqualificazione di quel mercato, particolarmente problematico, che mai è riuscito a decollare da quando nel 2007 è stato inaugurato.

“Ci sono state e ci sono tuttora interlocuzioni sia con la circoscrizione che con le associazioni di categoria degli operatori mercatali e gli stessi ambulanti su possibili interventi utili per superare la criticità dell'area, con un dibattito che ha investito anche le commissioni comunali e quelle soprattutto circoscrizionali – ha detto Chiavarino -. Andrebbe concentrato nel tratto vicino a Piazza Sofia, che si presterebbe a un compattamento per la presenza di uno stallo per il pesce, con un'apertura pomeridiana per due giorni a settimana, oltre al sabato in cui si prolunga già fino alle 18”.
Attualmente il mercato di corso Taranto versa in una situazione di forte crisi. Nel 2007 i posteggi disponibili erano 84, ma già l’anno successivo all’apertura le presenze si erano praticamente dimezzate. Con determinazione dirigenziale del giugno 2017 si è così proceduto a un assetto sperimentale dell’area, riducendoli a 60.
Dal canto suo Iannò, oltre a sollecitare interventi come la riorganizzazione degli spazi, la promozione di nuove attività, l’integrazione di servizi, fondi dedicati, il coinvolgimento di associazioni di categoria e operatori per rilanciare il mercato, ha chiesto all’assessore "se siano state effettuate, o siano in programma, verifiche tecniche strutturali sulle coperture e tettoie del mercato per accertare la presenza di amianto o altri materiali pericolosi".
“Sopra le tettoie ci sono escrescenze da cui fuoriescono materiali sospetti – afferma Iannò -. Per questo i residenti di corso Taranto 208 hanno presentato un esposto e proprio in questi giorni hanno ricevuto una lettera di risposta in cui si preannuncia un sopralluogo per valutare la situazione”.
Chiavarino assicura che non si ravvisa la presenza di amianto, anche perché la legge che vieta l'utilizzo e la commercializzazione di materiali contenenti amianto risale al 1992, molti anni prima che venisse realizzata la tettoia. “Inoltre la città di Torino ha costituito a partire dal 1998 il catasto amianto e il fabbricato non risulta presente in tal elenco” insiste Chiavarino.
Nella mattinata di oggi, martedì 10 marzo, alcuni residenti del Regio Parco hanno segnalato la presenza di tecnici al lavoro. “Stanno controllando le tettoie – commenta Antonella -. Finalmente qualcuno si è accorto che sono pericolose perché alla base sono piene di ruggine. Rimuoverle sarebbe cosa buona”.




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