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PARCO SEMPIONE, LA CAVALCATA DELLA POLIZIA

  • Immagine del redattore: facciamobarriera
    facciamobarriera
  • 18 minuti fa
  • Tempo di lettura: 3 min

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All’arrivo delle prime volanti all’interno del Parco Sempione, poco dopo le 14,30, se la danno a gambe. Corrono come gazzelle verso corso Venezia. Sono persone di colore. Due o tre, uno è su un monopattino. “Sono spacciatori. Li vediamo qui ogni giorno mentre vendono droga” ci dice un residente. Due poliziotti in borghese li raggiungono a bordo di un’auto civetta da via Cigna. Poi li rincorrono a piedi. Scene da far west per le strade del quartiere tra la gente sbigottita, ma non troppo perché qui ormai i cittadini sono pronti a tutto.


A un certo punto i due buttano per terra un borsello, all’altezza dell’incrocio tra corso Venezia e via Fossata. Gli agenti lo raccolgono. Non sappiamo dirvi con certezza che cosa contenesse. Droga, con ogni probabilità. E quasi di sicuro i due sono pusher, come ha affermato il residente. Gente che corre veloce, abituata a scappare.


Intanto al parco scatta l’ennesimo controllo straordinario del territorio, con il coordinamento del Commissariato Barriera di Milano. Oggi, giovedì 2 aprile, all’operazione prende parte anche il Reparto a cavallo della Polizia di Stato, al fianco del Reparto Prevenzione Crimine Piemonte, il Reparto Mobile di Torino e la Polizia Locale.


Dal van blu con la banda bianca laterale e le scritte “Polizia” scendono due splendidi esemplari di razza Murgese, dal manto morello e di struttura robusta. Docili, ben educati, ben curati. La loro eleganza cozza con il luogo, un posto sordido dimenticato da dio.


In mezzo all’immondizia ci sono loro: i drogati, meno di dieci. Gli altri, circa una decina, sono alla piscina chiusa, ce lo conferma un residente. Qui tra lo sporco e le macerie è la solita babele di lingue. I poliziotti procedono all’identificazione. Una donna italiana sbuffa e urla a un agente: “Basta. Non ne ho più voglia”. Lui le risponde: “Mi ricordo di te. Se ti abbiamo identificato nei giorni passati ti mandiamo subito via”. Già, dal 31 marzo è entrato in vigore il Dacur (Divieto di accesso all’area urbana), un Daspo in altri termini, per contrastare il degrado e garantire la sicurezza urbana.


Una nota stampa della Prefettura fa il punto sull’attività avviata lunedì 30 marzo. Spiega che si tratta di controlli straordinari e ad alto impatto che proseguono senza sosta nelle zone rosse a vigilanza rafforzata, individuate dal prefetto per dare attuazione al recente decreto sicurezza. Nel mirino delle forze dell’ordine ci sono pertanto l’area di parco Sempione e le zone adiacenti corso Giulio Cesare in Barriera di Milano, il quartiere Aurora (con particolare attenzione ai giardini Alimonda e Madre Teresa di Calcutta), San Donato, alcune zone del Lingotto, piazza Bengasi e la stazione Porta Nuova.


“Ad oggi, sono state controllate 574 persone, cinque sono state arrestate, 72 denunciate, due accompagnate al Cpr e sei in Questura, sono stati adottati dieci provvedimenti di allontanamento previsti dal decreto sicurezza, inoltre il Questore ha emesso il provvedimento di divieto di accesso all’area urbana di Parco Sempione e sono stati controllati dodici esercizi commerciali” conclude la nota della Prefettura.


Mentre stiamo scrivendo altri controlli sono in corso alla piscina Sempione. Hanno preso il via intorno alle 19 con grande dispiegamento di forze. Sono stati voluti in fascia serale per non dare tregua agli sbandati che, appena scende il buio, si accampano numerosi nella struttura chiusa per affrontare la notte, accanto al classico falò che con quell'odioso puzzo acre di gomma bruciata ammorba l’aria, arrivando fino alle case.





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