SLOGGIATI DAL SEMPIONE MA DISPERSI NEL RIONE
- facciamobarriera

- 8 ore fa
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Una decina di allontanamenti da zona rossa a vigilanza rafforzata sono stati eseguiti stamattina intorno alle 10 in largo Giulio Cesare e lungo le vie limitrofe. Dopo aver setacciato il parco Sempione, la Polizia si è spostata nel cosiddetto triangolo del crack per effettuare la seconda parte di controlli previsti per oggi, nel giorno che precede la Pasqua. A coordinare il Commissariato Barriera di Milano.
Da quando sono cominciati gli sgomberi nell’area Sempione, gli sbandati si sono riversati lungo via Cigna, verso il parco Peccei, alcuni hanno trovato rifugio nel parcheggio sotterraneo dell’Eurospin, altri invece hanno scelto di scappare lungo i corsi Vercelli e Giulio Cesare per annidarsi nelle vie limitrofe.
“Tantissimi disperati sono arrivati qui da noi. Fanno su e giù in via Leinì, via Feletto, via Volpiano e corso Vercelli”. È allarmata Monica, una residente. Ci ha già contattati ieri per segnalarci una situazione che si fa sempre più preoccupante. Stamattina ci ha scritto di nuovo. Conferma che le strade di quella porzione di quartiere si sono riempite di altri tossici e pusher, mai visti prima. “Noi ormai li conosciamo bene gli habitué. Questi non sono i soliti frequentatori della zona” afferma.
Spacciatori di colore che sfrecciano contromano sui marciapiedi a bordo di monopattini, zigzagando tra i passanti, sbandati che bivaccano lungo le vie, strafatti che ciondolano senza sapere più chi sono. Tante le new entry. Ad esempio, una donna che da alcuni giorni dorme su un materasso in via Leinì, mentre in passato si vedeva soltanto quando arrivava per acquistare il crack.
“Già eravamo invasi prima. Ora con i continui interventi al parco Sempione, da noi non si vive più – rincara la dose Stefania, una residente che ha trascorso la notte in bianco per colpa del rumore e della musica ad alto volume, tipica delle notti qui in Barriera -. Il problema non si risolve cacciandoli da un luogo perché ovviamente loro si spostano in un altro. Le istituzioni devono trovare soluzioni alternative agli sgomberi”.

Pochi chilometri oltre, al Parco Stura sono stati inoltre identificati tre tossici che avevano trovato rifugio in una capanna in stato di abbandono. I controlli della Polizia si sono infine spostati lì. All’operazione ha preso parte anche il Reparto a cavallo.
















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