17ENNE PICCHIATO E CHIUSO NEL BAGAGLIAIO DI UN SUV
- facciamobarriera

- 7 giorni fa
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Tutto comincia con una lite tra alcuni ragazzi in una discoteca torinese durante la notte del secondo sabato di marzo. Poi la situazione prende una brutta piega quando, il giorno successivo, cinque di questi organizzano una vera e propria spedizione punitiva per infliggere una dura lezione al diciasettenne con cui c’è stato il diverbio. Barriera di MiIano è uno dei luoghi in cui si è svolta la vicenda, ricostruita dalla Squadra Mobile nel corso dell’attività investigativa.

Nei confronti del branco di giovani violenti la Polizia ha eseguito un’ordinanza dispositiva di misure cautelari. Quattro di loro sono finiti in carcere mentre per uno è scattato il divieto di avvicinamento alla parte offesa con applicazione del “braccialetto elettronico”.
L’accusa è di sequestro di persona aggravato e fa riferimento a quanto accaduto il 9 marzo. La vittima viene invitata da uno degli indagati, un diciannovenne, a un incontro chiarificatore dopo il litigio in discoteca. All’appuntamento si trova di fronte i cinque indagati e altre persone in parte travisate, al momento non ancora identificate, che gliele suonano di santa ragione. Lo colpiscono a ripetizione con calci e pugni e poi con la forza lo costringono a entrare nel bagagliaio di un Suv.
Nel baule dell’auto il minore viene trattenuto per circa mezz’ora. Quando lo liberano in una strada di Barriera, i sequestratori non esitano a minacciarlo: se denuncerà il fatto, non mancheranno le ripercussioni. Il 17enne, che già aveva parlato dell’incontro chiarificatore con il padre prima di andare all'appuntamento, non si fa intimorire e subito si rivolge alle forze dell’ordine che lo fanno trasportare in ospedale dove riceve le cure di cui necessita.
I cinque carnefici sono stati individuati grazie a un complesso lavoro di indagini. La Polizia ha passato al setaccio accuratamente tutti i filmati raccolti dalle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona dove c’è stato il sequestro, ha ascoltato le preziose testimonianze di alcune persone e analizzato i tabulati telefonici. Sia quelli delle celle presenti in zona che i tabulati delle utenze usate dai giovani coinvolti nella vicenda.
Tre degli indagati sono stati rintracciati il 22 dicembre nei rispettivi domicili, al quarto il provvedimento è stato notificato in carcere dove già era rinchiuso per un altro reato. All’appello manca il quinto che ancora non è stato rintracciato.
Come spiega una nota della Questura “il Giudice per le Indagini Preliminari, in seno all’Ordinanza applicativa delle misure cautelari a loro carico, ha ravvisato la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza”.




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