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DONNA UCCISA IN CASA, ARRESTATO L'EX COMPAGNO

  • Immagine del redattore: facciamobarriera
    facciamobarriera
  • 4 ore fa
  • Tempo di lettura: 2 min

Sarebbe stato l’ex compagno a uccidere Daniela Florea, la 36enne romena trovata morta nel suo appartamento di via Paisiello 17 la sera del 20 luglio. Lo avrebbe fatto per motivi passionali, secondo gli inquirenti. Nei suoi confronti il pm titolare delle indagini ha perciò emesso un provvedimento di fermo di indiziato, eseguito nella mattinata di oggi mercoledì 5 agosto. L’uomo, un romeno di 45 anni, è stato arrestato nella sua abitazione in Barriera.



Le accuse a suo carico sono di maltrattamenti in famiglia aggravati, femminicidio e occultamento di cadavere. In base ai risultati dell’autopsia si è potuto stabilire che l’omicidio è stato commesso nella notte tra il 9 e il 10 luglio, circa dieci giorni prima del ritrovamento del corpo. Come spiega una nota della Questura la causa del decesso è da attribuire a “un severo politraumatismo cranico e una compressione violenta di bocca e collo”. In altri termini, Florea è morta per asfissia meccanica.  


Chi le ha strappato la vita, lasciando inoltre un figlioletto di sei anni orfano di madre, non ha avuto nessuna pietà per quel corpo esamine. Lo ha avvolto in un lenzuolo per poi chiuderlo all’interno del contenitore del letto. In modo da ritardare il ritrovamento. A ritrovarlo un amico di Florea. Preoccupato per non averla più né vista né sentita da dieci giorni, l’uomo decide di farle visita a casa e si fa consegnare un mazzo di chiavi dal proprietario dell’appartamento. È la sera del 20 luglio. Appena aperta la porta, sente subito un forte odore che lo insospettisce. Chiama la Polizia e lascia che siano gli agenti a scoprire da dove arriva quel terribile puzzo.  


L’ex compagno della vittima viene rintracciato la sera stessa. È a casa sua con il figlio. Gli investigatori lo ascoltano. Nega qualsiasi coinvolgimento nel delitto, ma cade più volte in contraddizione quando gli chiedono quando ha visto la donna l’ultima volta. I sospetti gravano su di lui.


Le incoerenze e altri importanti indizi che emergono nel corso delle indagini portano così il pm a indagarlo per il reato di omicidio. D.T. (queste le iniziali del suo nome) non riusciva ad accettare la fine della relazione con la compagna. Florea lo aveva lasciato e con il loro figlio si era trasferita da alcuni mesi in via Paisiello. Come raccontano alcuni testimoni, che conoscevano la coppia, lui continuava a opporsi alla separazione e non cessava di controllare la donna.   


Prezioso il lavoro svolto dalla Squadra Mobile di Torino che, grazie a indagini svolte con meticolosa precisione, è riuscita a ricostruire gli ultimi giorni di vita della vittima, attimo dopo attimo.


Numerosi i testimoni ascoltati. Inoltre sono state esaminate accuratamente le immagini raccolte dai sistemi di videosorveglianza presenti nei pressi dell’abitazione di Florea. A concentrare l’attenzione degli inquirenti su D.T., di mestiere idraulico, sono stati infine scrupolosi accertamenti di tipo tecnico.    




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