EX CESM A REBAUDENGO, QUANDO LA RIQUALIFICAZIONE?
- facciamobarriera

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Secondo sit-in di protesta a Rebaudengo, nel pomeriggio di oggi, sabato 21 marzo, sotto un tiepido sole di inizio primavera. I residenti, da troppo tempo in attesa di risposte concrete dalle istituzioni, si sono dati appuntamento alle 15 davanti all’ex Cesm di via Cena 5 per insistere sulla necessità di riqualificare questa struttura che ormai è in stato di abbandono assoluto dal 2017. Sabato scorso la manifestazione si era invece svolta davanti alla scalinata Birolo per chiedere la realizzazione di uno scivolo al posto dei quattro gradini, davanti all’ex panificio, non di certo a misura di anziani e disabili.

A organizzare la maratona delle proteste il Gruppo spontaneo E4, da anni in prima linea nella lotta contro il degrado nel quartiere. “Riapriamo le porte, riaccendiamo la vita... è il futuro del quartiere”, “Basta degrado”, “Promesse tante, risultati zero” si legge sugli striscioni. In quelle frasi c’è racchiusa la delusione del comitato che si batte per ottenere più dignità, sicurezza e attenzione. Una struttura di queste dimensioni, rimasta vuota per troppi anni, rischia di essere presa d’assalto dai disperati che si aggirano nei paraggi, quelli ad esempio che frequentano l’area Sempione, cacciati a più riprese negli ultimi mesi dal parco e dalle ex piscine.
In origine era una scuola materna, poi è diventato il Cesm (Centro Educativo Speciale Municipale). Da nove anni è un edificio divorato dal tempo e dall’incuria, con un giardino molto esteso tutto intorno, occupato soltanto da due gatti tuxedo, in attesa di qualche anima pia che porti loro un po’ di crocchette.
“Al Comune abbiamo presentato ben due petizioni (una nel 2022 e l’altra nel 2025) con cui chiedevamo che l’immobile diventasse un luogo destinato ad accogliere attività socio-culturali in grado di rispondere alle necessità degli abitanti del quartiere – spiega Milazzo -. Non abbiamo mai avuto una risposta concreta. Poi ci sono stati i due bandi rivolti ad associazioni ed enti, tutti e due andati deserti”. Ma il comitato non si è mai arreso. Ora sta aspettando una risposta dal Patrimonio. “Ho sentito due settimane fa la segreteria del vicesindaco Michela Favaro, mi hanno detto che ci stanno lavorando. Poi più niente. Restiamo in attesa. Di nuovo” conclude Milazzo.
Al sit-in c’è anche il presidente della Circoscrizione 6 Valerio Lomanto che condivide i motivi della protesta. “Come Circoscrizione chiediamo esattamente ciò che chiede il Gruppo spontaneo – afferma -. Nel 2022, quando fu fatto un sopralluogo qui, io c’ero. Il comitato chiedeva uno spazio all’interno della struttura. Loro temevano quello che poi si è avverato, ovvero le numerose intrusioni e ruberie. Dopo due bandi andati a vuoto, la situazione è ancora più complicata di allora. Una struttura come questa sarebbe un importante presidio del territorio, il Comune trovi una soluzione al problema perché così non si può continuare. Noi come Circoscrizione restiamo a disposizione a fianco del comitato”.
Anche la capogruppo Pd in Circoscrizione 6 Isabella Martelli e il consigliere Movimento 5 Stelle Valter Cangelli, presenti all’incontro, sono d’accordo che la struttura, così come si presenta allo stato attuale, rischia di essere occupata dai disperati in fuga dal quartiere vicino. “E’ una preoccupazione dei cittadini, assolutamente condivisa da noi – affermano -. Quindi, dal momento che per la riqualificazione occorrono risorse cospicue, chiediamo al Comune di trovare fondi o regionali o governativi o europei per far rinascere questa struttura. Una volta risistemata, potrà poi essere utilizzata per accogliere attività socio-culturali, ricreative, di aggregazioni destinate alla cittadinanza”.

















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