I SOLITI SBANDATI FANNO VISITA AGLI ALPINI DI PIAZZA BOTTESINI
- facciamobarriera

- 2 ore fa
- Tempo di lettura: 2 min
In cerca di un rifugio e qualcosa da arraffare, sono entrati nel magazzino che fa parte della sede degli Alpini Torino Nord di piazza Bottesini, spaccando il chiavistello della porta. Dovevano essere almeno un paio. Chi? Forse i soliti tossici senzatetto, che si aggirano da quelle parti. Ma a quando risalga l’effrazione non si sa.

L’infelice scoperta l’ha fatta il capogruppo Vito La Tona ieri, sabato 29 novembre. “Era da almeno un paio di settimane che non andavo in quel ripostiglio situato nel nostro giardinetto verso via Clementi – ci racconta -. Hanno fatto man bassa di tutto ciò che gli è capitato a tiro ma, evidentemente per ripararsi dal freddo, si sono anche accampati in quello spazio che si estende per un metro e mezzo di larghezza e poco più di tre metri di lunghezza”.
Come quei topi che occupano le cantine per starsene rintanati fino a quando qualcuno non li caccia, questi signori hanno trasformato il magazzino in una specie di ricovero per la notte. La Tona ha trovato letti di fortuna, stracci, scatoloni, ma anche bottigliette di latte e coca cola oltre all’involucro di una confezione di wurstel. Insomma, nel magazzino degli Alpini quegli sbandati hanno dormito, mangiato, bevuto e anche fumato tante sigarette, come dimostrano i mozziconi lasciati e i pacchetti vuoti.
“Ci hanno pure portato via il tosaerba, i quadri elettrici e i cavi che usiamo quando andiamo a fare le adunate. E poi ancora alcune cose contenute nell’armadietto come i barattoli di vernice e chissà cos’altro – spiega La Tona -. Non è la prima volta che accade. Quando sono entrati nella sede, dall’ingresso che dà sulla piazza, lo <scherzetto> mi è costato almeno 500 euro”.
Per gli Alpini questo subìto è un bel danno: ci sarà da riacquistare un tosaerba e bisognerà pagare un fabbro che rimetta a posto la porta. Quando loro già tirano avanti a fatica. Ogni mese hanno un affitto da pagare e soltanto di recente sono stati costretti a sborsare tanti soldi per evitare di essere sfrattati. Le casse piangono e quindi bisogna sempre ingegnarsi a organizzare qualche evento per mettere nel salvadanaio qualche spicciolo. “Noi speriamo sempre che aumenti il numero degli iscritti per poter contare su qualche tessera in più” conclude La Tona, invitando i cittadini a entrare a far parte del Gruppo. Sarebbe davvero bello poterli aiutare a sopravvivere un po’ meno faticosamente.











Commenti