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INGHIOTTONO LA DROGA DAVANTI AI CARABINIERI, ARRESTATI

Immagine del redattore: facciamobarriera
facciamobarriera
12 ore fa
Tempo di lettura: 2 min

Li chiamano body stuffer. Sono quei pusher che, nel momento in cui vedono arrivare le forze dell’ordine, ingeriscono in modo precipitoso piccoli quantitativi di droga per nasconderla, nel tentativo di sfuggire all'arresto immediato. Mercoledì 30 ottobre, i Carabinieri del Comando provinciale ne hanno pizzicati sul fatto alcuni in corso Giulio Cesare e nelle vie limitrofe, durante un controllo straordinario del territorio. Due di questi sono finiti in manette mentre altri quattro sono stati denunciati.



L’operazione, iniziata nel primo pomeriggio per poi concludersi in serata, ha visto il coinvolgimento dei militari delle Compagnie Oltre Dora e San Carlo, di personale specializzato di Nil (Nuclei Ispettorato del Lavoro) e Nas (Nuclei Antisofisticazioni e Sanità), con il supporto delle Compagnie di Intervento Operativo del 1° Reggimento Piemonte. Una trentina le persone identificate e controlli capillari estesi, in alcuni casi, anche sui veicoli.  


Uno dei body stuffer arrestati è un gabonese di 36 anni, sorpreso a cedere dosi di crack e a ingerirne una parte prima del fermo, avvenuto nel pomeriggio. Altri due sono stati denunciati. Poche ore dopo i militari ne hanno ancora individuati tre. Tutti irregolari e senza fissa dimora. Uno di loro, sprovvisto di documenti e pertanto allo stato attuale con generalità ignote, è stato visto dai Carabinieri trangugiare una consistente quantità di stupefacenti poco prima del controllo. Un’ambulanza accorsa sul posto lo ha trasportato d’urgenza all’Ospedale San Giovanni Bosco, dove si trova tuttora ricoverato e in pericolo di vita.



Irregolarità in materia di salute e sicurezza sul lavoro sono invece state riscontrate da Nas e Nil. Ne sono conseguite denunce a piede libero e sanzioni amministrative.  Due attività di ristorazione in corso Giulio Cesare sono perciò state sospese con decorrenza immediata. Tra le violazioni riscontrate: l’installazione di impianti di videosorveglianza nei luoghi di lavoro senza preventiva autorizzazione, l’omessa redazione del Dvr (documento valutazione dei rischi) e, infine, l’impiego di lavoratori in nero. I militari hanno complessivamente comminato sanzioni pari a oltre 20mila euro.  


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