LO STRANO CASO DEL MUSEO ETTORE FICO
- facciamobarriera

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Con una lunga e molto sentita lettera, Andrea Busto, il proprietario del Museo Ettore Fico, risponde all’assessore comunale alla Cultura Rosanna Purchia, mettendo in discussione quanto da lei dichiarato in occasione del question time presentato in Sala Rossa dal consigliere di Torino Bellissima Pierlucio Firrao.

Nel documento Busto ricostruisce i rapporti intercorsi negli ultimi quattro anni con la Città. Lo fa con dovizia di particolari, citando ad una ad una le mail inviate agli amministratori con tanto di data e ora di spedizione fino ad arrivare all’incontro con il sindaco. La volontà di offrire alla Città il patrimonio artistico e immobiliare del Museo emerge chiaramente.
Il primo messaggio di posta elettronico, risalente al 30 settembre 2022 (ore 08:03), è indirizzato al Sindaco Lo Russo e all’Assessore Purchia per invitarli alla presentazione delle collezioni. “Il Sindaco non venne. Seguirono alcuni incontri con l’Assessore Purchia a cui comunicai la mia volontà di lasciare la direzione del Museo e donare l’edificio e le collezioni alla Città” racconta Busto.
Nella mail del 10 febbraio 2025 (ore 11:38) Busto illustra la sua proposta: “Vorrei che un Ente Pubblico, possibilmente il Comune di Torino coadiuvato dalle Fondazioni Bancarie regionali, si facesse carico dell'affitto dello spazio per un tempo indeterminato e che poi ne diventasse il proprietario definitivo al mio decesso. Si tratterebbe di una nuda proprietà con utilizzo immediato dal gennaio 2026. Il valore dell'immobile è stato stimato in 4 milioni di euro”. Più le opere per un valore attuale di mercato di circa 10/15 milioni di euro.
Non avendo ricevuto risposta, Busto scrive di nuovo il 1° marzo 2025 (ore 09:21). Ha fretta di sapere se la Città è interessata, dal momento che ha in corso una proposta di un ente privato per l'affitto dell'immobile a cui dovrà dare riscontro entro il 31 marzo 2025.
Segue l’appuntamento del 13 gennaio 2026 con il consigliere Pd Tony Ledda per la visita ai nuovi locali al Centro Piero della Francesca e poi quello con il sindaco dell’8 aprile, “dopo quattro anni di anticamera” fa notare Busto. Ai suoi consulenti dà l'incarico di preparare un documento di “richieste e proposte al Comune, il più preciso possibile”. Nei due mesi successivi non riceve “né solleciti, né richieste scritte o verbali” per concludere e inviare in fretta il documento.
Dal canto suo Firrao fa sapere che Torino Bellissima ha chiesto in Commissione l'audizione di Andrea Busto per capire quali possano essere le prospettive future di uno dei più importanti presìdi culturali di Barriera di Milano.




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