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PARCO SEMPIONE, IL GRIDO DEI RESIDENTI

Immagine del redattore: facciamobarriera
facciamobarriera
2 ore fa
Tempo di lettura: 2 min

Non esiste un aggettivo in grado di esprimere lo stato d’animo dei residenti nell’area Sempione. Esasperati non basta. Nemmeno esausti o stremati, perché di fatto sono anche stanchi di sopportare. Si andrebbe avanti all’infinito alla ricerca di un termine che riassuma le varie sfumature di sentimenti. Detto in poche parole, non ce la fanno più. Oggi, mercoledì 7 ottobre, hanno depositato una petizione rivolta al Consiglio comunale di Torino, ai sensi dell’articolo 12 dello Statuto, a un anno da quella sottoscritta da 1200 cittadini e inviata poi al prefetto Cafagna.


L'immagine è di repertorio
L'immagine è di repertorio

Anche questa volta hanno firmato residenti, commercianti, professionisti, associazioni sportive e realtà educative del territorio. Più di 500 persone che vivono o lavorano in quella porzione di quartiere tra le vie Boccherini, Toscanini, Porpora, Sempione, Gottardo e corso Vercelli. La cosiddetta “area Sempione” da tempo diventata un centro di spaccio e consumo di droga, oltreché un postribolo. Gli accampati nella ex piscina al coperto e nel vicino parco sono almeno una cinquantina. Ma ogni volta che la polizia fa un controllo capillare, esteso a tutte le vie limitrofe fino all’ex deposito ferroviario, gli identificati sono almeno 200. Tutti frequentatori assidui del luogo, non di certo per portare a spasso il cane.


Furti, rapine, danneggiamenti, molestie, aggressioni di giorno come di notte non si contano più. Tra i condomìni, davanti alle scuole, nel giardinetto frequentato da famiglie con bambini e da anziani, ai danni delle attività commerciali, dell’Asd Rebaudengo e dei singoli cittadini.


“Chiediamo con forza all'amministrazione comunale di adottare un piano straordinario e definitivo di intervento. Non bastano le operazioni emergenziali – afferma Luigi a nome di tutti i firmatari -.  Vogliamo più sicurezza, più controlli da parte delle forze dell’ordine e della Polizia Locale, l’installazione di sistemi di videosorveglianza e, ovviamente, la rigenerazione urbana dell’intera area. Dal Comune stiamo aspettando di sapere quando prenderanno il via i lavori di riqualificazione delle ex piscine. Se inizieranno mai perché il nostro timore è che la trattativa con la Supera sia naufragata, visto che tutto tace da mesi. Intanto però qui ci vuole un presidio fisso”.


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