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PIAZZA CRISPI COME UN DORMITORIO

  • Immagine del redattore: facciamobarriera
    facciamobarriera
  • 15 set 2025
  • Tempo di lettura: 2 min

Molte aree di Barriera si stanno trasformando in dormitori a cielo aperto. Le segnalazioni ci arrivano numerose anche da piazza Crispi. Qui sono almeno due le persone che non hanno un tetto sotto cui ripararsi e quindi trascorrono la notte in letti di fortuna davanti ai portoni dei palazzi o nel parcheggio. Uno è un tunisino, che gira da poco tempo in zona con uno zaino nero in spalla. Parla l’italiano. Ha un cellulare con sé che chissà come fa a ricaricare, si chiedono i residenti.

 


L’impalcatura del cantiere di lavoro allestito in piazza è un ottimo rifugio per questi spiantati. “La scorsa settimana ho incontrato quel senzatetto tunisino mentre stavo andando a lavorare. Se l’è presa con me, accusandomi di aver cercato di mandarlo via. Mi ha colpita con uno straccio che aveva in mano e poi ha preso a calci la mia auto, dicendomi di andarmene prima che mi facesse a pezzi lo specchietto” ci racconta Sandra (il nome è di fantasia), una residente.  


La loro presenza non è gradita soprattutto perché orinano e defecano negli androni dei palazzi. “C’è sempre una puzza vomitevole non solo per strada, ma anche dentro i portoni, dove si infilano appena riescono – continua Sandra, ribadendo che la sua non è una crociata contro i vagabondi, ma semplicemente una protesta contro il degrado, in tutte le sue declinazioni, che sta inghiottendo la piazza -. Abbiamo paura di loro perché sono aggressivi. Mi riferisco in particolare a quest’uomo tunisino. Giorni fa è andato a dormire nella lavanderia di corso Novara. Il proprietario lo ha cacciato e lui si è rivoltato, minacciandolo con il mattone che stringeva in pugno”.



Sandra poi ci racconta che sul posto è arrivata la Polizia. Lui è andato a nascondersi. Ma, in ogni caso, gli agenti hanno spiegato che non potevano fargli nulla. Appunto. Il fatto è che nemmeno i commercianti sono disposti a sopportare ancora a lungo questa situazione di degrado senza fine. Che fare? Qualcuno suggerisce di lanciare secchi d’acqua dalle finestre per “ripulire” la zona.  Come si faceva nel Medioevo, anche se in quel periodo per contrastare il nemico e difendere il territorio si usava ben altro, ad esempio la pece bollente.  Speriamo che non si arrivi a tanto. Sarebbe una terribile sconfitta per la nostra società.  

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