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PICCOLI BULLI DI REBAUDENGO

  • Immagine del redattore: facciamobarriera
    facciamobarriera
  • 3 ore fa
  • Tempo di lettura: 2 min

O sei come loro ed entri a far parte del branco oppure, se non riesci a reagire con prepotenza alle prevaricazioni, in un attimo ti trasformi in vittima e vieni bullizzato. Non c’è da sentirsi tranquilli ad avere a che fare ogni giorno con compagni di classe violenti e aggressivi, sempre pronti a litigare e ad alzare le mani per motivi davvero futili. All’Istituto Leonardo da Vinci a Rebaudengo, per i quattro o cinque ragazzini che frequentano, studiando con impegno, la seconda media non ci sarebbe mai pace, a quanto pare. Alcuni genitori ci hanno contattati per segnalarci una situazione che sta diventando preoccupante.



In quella classe ci sarebbe un bullo che riesce a dominare alcuni giovani sbandati suoi emuli, spesso istigandoli a comportamenti scorretti per poi fare ricadere tutta la colpa su di loro. “Giorni fa in classe è scoppiata una lite tra lui e una ragazzina. La professoressa si è messa in mezzo per dividerli e lui si è avventato come una furia contro l’insegnante, prendendola a calci e pugni - ci spiega Francesco (il nome è di fantasia), un genitore -. Ma nonostante ciò la scuola non ha preso provvedimenti. Ci saremmo aspettati una sospensione. Invece niente”.


Nel pomeriggio di ieri, intorno alle 16, il bullo e la ragazzina si sarebbero di nuovo azzuffati, davanti al distributore Q8 a due passi da piazza Derna. Sono volati calci e pugni, mentre qualcuno di loro si sarebbe anche impegnato a riprendere la scena con il cellulare, in base a quanto ci viene riferito. Questo tredicenne, piuttosto ribelle, insomma, viene descritto come uno sempre pronto a picchiare chiunque gli capiti a tiro, uno che non si fermerebbe neppure di fronte alle donne.


“Abbiamo segnalato la situazione più volte all’Istituto. A un genitore è stato suggerito di spostare il figlio in un’altra scuola, quasi come se, per assurdo, da colpevolizzare fossero i ragazzini che studiano e si comportano bene – aggiunge Francesco -. Di recente c’è anche stato il caso di una bambina bullizzata in classe che non voleva più partecipare alle lezioni”.


"Se nessuno interviene, magari spiegando al bullo e ai suoi seguaci come ci si deve comportare all’interno del consorzio civile, il rischio è che prima o poi succeda anche di peggio" insiste Francesco, sottolineando che loro genitori sono angosciati di fronte ai racconti dei ragazzini. Ad allarmarli ancor di più si sarebbe aggiunto il video raccolto ieri davanti al benzinaio.


E’ giusto non fare nulla? – si domandano -. All’indomani dei più recenti fatti di sangue che si sono consumati in istituti scolastici, non ci sembra che voltarsi dall'altra parte sia la scelta giusta”. E' più che evidente il riferimento al caso della professoressa accoltellata da un tredicenne, in una scuola media nel bergamasco e all’uccisione, alla Spezia, di un diciottenne in seguito al fendente che gli era stato sferrato da un compagno di classe.  




1 commento

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Ospite
7 minuti fa
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È ora che la scuola torni a essere la scuola, cioè disciplina e insegnamento... Si torni alla divisa come una volta... E che i presidi (maggiori colpevoli) facciano il loro lavoro, sia per il gruppo insegnanti e la giusta severità per lo studente... Invitare la famiglia a stare fuori dalla scuola... La scuola torni a essere il punto di riferimento dello studente

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