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PIETRA ALTA, UNA PIAZZETTA IN RICORDO DI DON MARIO BO

Immagine del redattore: facciamobarriera
facciamobarriera
11 minuti fa
Tempo di lettura: 2 min

A Pietra Alta, la piazzetta davanti alla chiesa di San Michele Arcangelo, all’angolo tra via Ivrea e corso Vercelli, è stata intitolata a don Mario Bo, lo storico parroco a cui si deve la realizzazione dello stesso edificio religioso, inaugurato nel 1971.


Allo scoprimento della targa hanno preso parte le autorità cittadine, i rappresentanti della Circoscrizione, il parroco don Luigi Cervellin, la comunità parrocchiale e i giovani dell'oratorio.



“Come maggioranza della Circoscrizione 6 abbiamo fortemente voluto questa intitolazione e abbiamo lavorato perché diventasse realtà. Oggi possiamo quindi dire con orgoglio di aver raggiunto un risultato importante per il nostro territorio – ha affermato il presidente della Circoscrizione 6 Valerio Lomanto -. In Consiglio le minoranze non hanno votato a favore, adducendo svariate scuse, benché a questa cerimonia siano presenti in prima fila. Noi siamo comunque felici di aver <costruito> la strada per l’intitolazione, seguendo proprio gli insegnamenti di don Bo”.


I campi scuola ad Exilles, le gite con l’immancabile messa alle 5 del mattino, le partite di calcio, il tennis al Villagio Snia, le sfide a bocce e ancora tutti i gruppi che don Mario aveva voluto e fondato.  A ricordare con un velo di nostalgia e un pizzico di tenerezza il parroco di Pietra Alta è il vicepresidente della Circoscrizione 6 Luciano Speranza. “La sua eredità mi è rimasta dentro così forte da guidare anche le mie scelte da adulto – ha detto -. Ho sentito dunque il dovere morale e civile di fare qualcosa che restituisse a don Mario una piccolissima parte di ciò che lui ha dato a tutti noi. Per questo, come vicepresidente della Circoscrizione, ho fortemente voluto e promosso la richiesta di intitolazione della piazzetta davanti alla sua chiesa di San Michele Arcangelo”.



Presente alla cerimonia anche il vicepresidente vicario del Consiglio Comunale, Domenico Garcea. “Don Mario Bo, arrivato nel 1964, aveva compreso per primo che la periferia si costruisce creando comunità e non soltanto edificando case – ha sottolineato -. Il suo operato, che ha visto la nascita di importanti spazi di aggregazione come la Repubblica dei Ragazzi, ha trasformato la parrocchia di San Michele Arcangelo in un punto di riferimento concreto e accogliente per generazioni di famiglie, giovani e anziani”.


Dal canto suo il parroco di San Michele Arcangelo don Luigi Cervellin ha paragonato la visione di don Mario Bo a quella di don Bosco per la capacità di sognare in grande e tradurre quei sogni in opere concrete. A portare il saluto della Città la vicesindaca Michela Favaro.


Da ora in avanti, come ha detto il vicepresidente della Circoscrizione Speranza, questa piazzetta dedicata a don Mario non sarà più “un semplice pezzo di asfalto, bensì lo specchio della sua pastorale”.



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