RISSA IN CORSO GIULIO CESARE, IN MANETTE ANCHE IL COMPLICE
- facciamobarriera

- 3 ore fa
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È finito in carcere anche il secondo tunisino colpevole di aver accoltellato due pakistani, ferendoli gravemente, al culmine di una rissa scoppiata nel ristorante kebab di corso Giulio Cesare 125. I fatti risalgono alla tarda serata di venerdì 3 aprile. Dopo serrate ricerche, il giovane, un 22enne, è stato trovato a casa di un connazionale che gli aveva dato rifugio in zona San Donato. Mentre per il complice, anche lui un tunisino di 22 anni, le manette erano scattate a poche ore dalla rissa, all’alba di sabato 4 aprile.

Le indagini sono partite subito dopo l’intervento delle Volanti e della Squadra Mobile. La Polizia arriva sul posto poco dopo le 23, in seguito a una chiamata al 112. Gli agenti accertano che cinque pakistani hanno subito una violenta aggressione da parte di due magrebini. Per futili motivi. I due facinorosi accusano gli altri di aver guardato con troppa insistenza una ragazza.
I pakistani rispondono all’attacco in modo evasivo, per evitare grane. I tunisini cercano proprio lo scontro: continuano a inveire, poi spruzzano lo spray urticante addosso ai cinque, costretti così a difendersi. Infine sfoderano i coltelli e ne colpiscono due: uno a una gamba e l’altro al capo. Viene ferito a una mano anche un dipendente del ristorante, un turco intervenuto per sedare la rissa.
I tre feriti sono trasportati d’urgenza al San Giovanni Bosco. Il turco viene dimesso con prognosi di 30 giorni. I pakistani sono invece trattenuti in ospedale. Uno ha un profondo taglio alla coscia. L’altro invece è in coma per via di un’emorragia cerebrale. Nella notte i medici lo sottopongono a un delicato intervento chirurgico alla testa. La prognosi viene sciolta soltanto il giorno di Pasquetta quando le condizioni del paziente migliorano nettamente.
All’arrivo della Polizia i due se la danno a gambe, ma grazie a un’accurata attività di indagine gli investigatori della Squadra Mobile riescono a identificare subito i colpevoli, dopo aver ascoltato i testimoni e visionato i filmati raccolti dalle telecamere di videosorveglianza.
Per entrambi l’accusa è di tentato omicidio in concorso. Per entrami il Gip, avendo ravvisato gravi indizi di colpevolezza, ha disposto la misura della custodia cautelare in carcere.




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