RUBANO UN ROLEX IN UNA CASA, LI ACCIUFFANO AL BAR
- facciamobarriera

- 30 ott
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Quando sono entrati nel bar di corso Vercelli i Carabinieri non hanno avuto dubbi che il giovane dietro al bancone era quello che stavano cercando per aver sottratto un Rolex rosa all’interno di un’abitazione a Caselle. Lo aveva al polso e lo stava ostentando. Incalzato dalle domande dei militari, ha dichiarato di averlo comprato per poche centinaia di euro da uno sconosciuto.
Frottole. La vicenda è da collegare al furto avvenuto in un appartamento venerdì 24 ottobre a Caselle. Intorno all’ora di cena una donna rientra nella propria casa, al quinto piano di una palazzina di via Gibellini, e vede la luce accesa nella camera del figlio. Dalla stanza provengono anche alche alcuni rumori. Si insospettisce. Apre la porta e sorprende un uomo, con il volto coperto, che sgattaiola fuori per poi darsi alla fuga.
La signora urla forte “Al ladro! Al ladro!” e così riesce ad allertare i vicini. Ad attendere il furfante in strada c’è un complice a bordo di una Ypsilon rossa. Come l’uomo salta su, l’auto parte a gran velocità rischiando di travolgere il residente che cerca di fermarli. Ma intanto qualcuno è riuscito a fotografare la targa.
Sul posto arrivano i Carabinieri. La proprietaria dell’appartamento e il figlio scoprono che il ladro si è portato via un Rolex di oro rosa da 18mila euro. Trattandosi di un regalo ricevuto dai genitori, per il giovane l’orologio ha anche un grande valore affettivo. Ai militari racconta di conoscere un 26enne dell’Est Europa che viaggia su una Ypsilon rossa. Lavora a volte in un bar in corso Vercelli e spesso è in compagnia del cognato di 27 anni. Lui sapeva che quella sera il giovane non sarebbe stato a casa.
I Carabinieri vanno a fare un controllo in quel bar. Parcheggiata fuori c’è la Ypsilon rossa. Il 26enne è lì con il Rolex al polso e poco dopo viene raggiunto dal cognato. I militari li identificano e li fotografano. Sono loro i colpevoli. Non c’è dubbio perché i testimoni li riconoscono. Non bastasse indossano gli stessi vestiti che portavano quando le telecamere presenti in zona li hanno immortalati.
Grazie alle indagini svolte dai Carabinieri della Compagnia di Venaria, con l’ausilio del Nucleo Radiomobile di Torino, i due mariuoli sono stati arrestati con l’accusa di rapina impropria in concorso e portati nel carcere Lorusso e Cutugno, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.




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