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UNA TARGA PER GIPO FARASSINO AL 6 DI VIA CUNEO

  • Immagine del redattore: facciamobarriera
    facciamobarriera
  • 1 ora fa
  • Tempo di lettura: 2 min

Una targa apposta al 6 di via Cuneo da domani spiegherà ai passanti che lì, in quella casa dove negli anni Sessanta si facevano “costruzioni in ferro e saldature in genere”, ci è nato Gipo Farassino l’11 marzo del 1934. Inciso nella pietra sarà riportato appunto l’ultimo verso della canzone che lo chansonnier volle dedicare con fierezza alla casa dei ricordi: "Monsù! Ma a lo sa chiel che sì, al 6 ëd via Coni, i son naje mi? ".


E sarà un po’ come se appoggiato a quel vecchio portone, ci fosse ancora lui, come in quella vecchia foto in bianco e nero. Lui che una volta di più si rivolge a chi passa di lì e con la stessa fierezza di un tempo gli fa notare: “Signore! Ma lo sa lei che qui, al 6 di via Cuneo, sono nato io?".



Questa casa gialla, rimessa a nuovo da qualche anno, in realtà si trova nel quartiere Aurora. Ma proprio sul confine con Barriera. E forse Gipo si sentiva "uno di Barriera" perché dei barrieranti ne parlava spesso nelle sue canzoni. Erano i poveri, gli ultimi, i disperati, gli sfruttati, gli immigrati dal Sud, gente che viveva in questa nostra periferia a Nord di Torino.


“L’ho conosciuto, veniva spesso qui in Barriera e al Regio Parco quando io ero molto giovane”, raccontava spesso una donna nata in via Rossetti, che ora non c’è più. Amici in comune. O amici di amici. Chissà! Lei aveva qualche anno in meno e si salutavano a malapena perché Gipo "ai tempi era già un giovanotto che stava muovendo i primi passi nel mondo dello spettacolo".



“Alla definizione generica di <artista> ipotizzata dalla Città ho preferito quella di <chansonnier>, dal momento che un artista in piemontese, parlo da fedele allieva di dialetto di mio papà, è uno che sbarca il lunario in modo non sempre lecito” spiega la figlia Valentina sulle pagine del quotidiano La Stampa. L’ha voluta e pagata lei quella targa, prendendo spunto da un’idea lanciata su un gruppo Facebook da tre fan di Gipo, Andrea Valpreda, Luca Esafieno e Paolo Cretier.


“L'operazione si rivelò però troppo naif, non avevano idea di come muoversi con la Toponomastica, dell'iter, dei materiali da utilizzare, e non se ne fece niente – continua Valentina -. Da lì abbiamo deciso di fare le cose per bene, seguendo le procedure e arrivando alla versione attuale, frutto di un percorso iniziato prima della pandemia”.  


L’inaugurazione si terrà alle 11, in occasione del compleanno di Gipo. Ovviamente i tre fan sono stati invitati all'evento.


1 commento

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Lillo
19 minuti fa
Valutazione 4 stelle su 5.

Ho avuto modo di conoscerlo.... Anni sessanta..... Lui tuttr le sere veniva in via Chiusella con la chitarra 🎸 (via Cuneo era subito dopo la standa)... nella piola angolo via Malone... Li lo aspettava un vecchietto con la fisarmonica... Ero un bambino e mamma doveva chiamarmi per andare a letto... Al mattino scuola!

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