SEI MINORI NEI GUAI
- facciamobarriera

- 2 giorni fa
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Hanno aggredito e ferito gli uomini della Digos e del Reparto Mobile in due occasioni diverse. Ma, non bastasse, gli stessi giovani già sono al centro delle indagini per l’occupazione dei binari della stazione di Porta Nuova e di Porta Susa (rispettivamente il 22 e il 24 settembre durante la manifestazione a sostegno della Flotilla) e per l’irruzione nella sede della Stampa il 28 novembre. Nella mattinata del penultimo giorno dell’anno sei minorenni, di età compresa tra i 16 e i 17 anni, sono finiti ai “domiciliari” con le accuse di resistenza aggravata e lesioni a Pubblico Ufficiale.

Il provvedimento, emesso dal Gip minorile, è stato eseguito dalla Polizia che ha anche provveduto alla perquisizione domiciliare delle abitazioni dei sei per gli altri reati per i quali sono indagati a vario titolo.
La misura è stata disposta in riferimento a quanto accaduto innanzitutto il 27 ottobre, fuori dal liceo Einstein di via Bologna. Quella mattina, davanti alla scuola, si presentano alcuni giovani di “Gioventù Nazionale Torino – sezione D’Annunzio” per fare volantinaggio “contro la cultura maranza”. Una decina di studenti del Kollettivo Einstein scende in strada per interrompere l’attività di propaganda politica. Scoppia un parapiglia per cui devono intervenire prima gli agenti della Digos che vengono aggrediti con calci e spinte e poi anche il Reparto Mobile nel momento in cui gli attivisti cercano di impedire ai poliziotti di accompagnare in Questura uno di loro, appena fermato. Tre operatori finiscono in ospedale (due della Digos con prognosi di tre giorni e uno del Reparto Mobile con prognosi di quattro).
Il secondo dei fatti per i quali è stata disposta la misura cautelare risale invece al 14 novembre quando, nel corso del “No Meloni day”, alcuni manifestanti cercano di fare irruzione all’interno della Città Metropolitana di Torino. Tra questi c’è uno dei minori oggi ai “domiciliari”. Gli uomini del Reparto Mobile, intervenuti per impedire agli attivisti di entrare nella sede istituzionale, vengono presi a calci, colpiti con l’asta delle bandiere, raggiunti da un lancio di oggetti e da un estintore, prima usato per sparare il gas addosso agli stessi agenti. In quella circostanza, uno dei manifestanti maggiorenne è stato arrestato in flagranza differita.




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