SEMPIONE, PRONTI A DIFFIDARE COMUNE E PREFETTURA

Dopo due petizioni (una al Prefetto e l’altra al Consiglio comunale) e infiniti appelli rivolti alle istituzioni affinché intervengano per restituire sicurezza e decoro al parco Sempione, i residenti hanno deciso di rivolgersi a un legale. “Vogliamo sapere innanzitutto se e quando inizieranno i lavori di riqualificazione di quest’area ormai abbandonata al degrado. Da mesi tutto tace. Per questo riteniamo opportuno inviare una diffida al Comune di Torino, alla Prefettura e agli Assessori competenti per chiedere un incontro chiarificatore quanto prima” spiega Luigi, uno dei quattro cittadini promotori dell’iniziativa.
Nei giorni scorsi un nutrito gruppo di residenti si è dato appuntamento in un bar della zona per decidere insieme i prossimi step, visto che le petizioni al momento non hanno prodotto effetti così come il recente confronto con la Circoscrizione. “Dal presidente Lomanto non abbiamo ottenuto nessuna risposta utile. Ora stiamo aspettando di essere ricevuti dal Prefetto perché la situazione si fa sempre più grave - affermano -. Dal Comune vogliamo sapere se la trattativa con la Supera sta procedendo. Il silenzio non ci fa ben sperare”.
Chiedono a gran voce un presidio fisso, magari in via Boccherini, considerato che l’accampamento dei disperati è concentrato principalmente nella piscina chiusa. Non solo. Vogliono anche più illuminazione perché l’oscurità della notte offre una copertura ideale per compiere azioni illecite e criminali. “Inoltre per sorvegliare la zona devono essere installati occhi elettronici nei punti maggiormente critici” ribadiscono. Istanze evidenziate più e più volte dai cittadini, ma non accolte dalle istituzioni.
Altro problema quello dei fumi tossici che i residenti sono costretti a respirare. Per scaldarsi gli sbandati bruciano tutto ciò che capita loro a tiro. Plastica, gomma, rifiuti di ogni tipo e anche pallet. L’8 ottobre chi abita in via Boccherini ha assistito alla consegna di un carico di bancali da parte di un furgone di una qualche ditta. È intervenuto il Commissariato Barriera di Milano che al parco effettua da mesi numerosi controlli. Ma gli sgomberi non bastano, si sa. Ci vogliono interventi di sicurezza pubblica, ma anche di assistenza sanitaria, visto che nell’area si annidano non solo pusher, ma pure drogati spesso con disagi psichici. Soprattutto serve un progetto di riqualificazione. “Deve essere predisposto un piano d’azione strategico condiviso da tutte le parti interessate a vario titolo" insistono i cittadini.

“L’ultima petizione è stata sottoscritta da oltre 500 persone, tra residenti e commercianti di zona a cui chiediamo di unirsi a noi, ancora una volta, nella protesta – conclude Luigi -. Ovviamente più siamo, più riusciamo a far valere le nostre richieste, rivolgendoci a un legale, con un contributo minimo per ognuno di noi. Chi voglia aderire alla nostra proposta può scriverci una mail all’indirizzo Sempioneparcotorino@gmail.com, indicando nome e cognome”.




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