SIT-IN AL PARCO SEMPIONE IL 4 NOVEMBRE

I cittadini sono pronti a scendere in strada mercoledì 4 novembre per chiedere più sicurezza al Parco Sempione. A promuovere il sit-in il Comitato spontaneo Barriera di Milano guidato da Francesco Izzo con il supporto della Circoscrizione 6, già protagonisti della manifestazione del 9 ottobre scorso al Trincerone per protestare contro il degrado dell’area.

Appuntamento alle 19,30 all’entrata del parco su via Boccherini. “Alle istituzioni chiediamo un presidio fisso, le telecamere e più illuminazione – spiega Izzo -. Basta spaccio, crimine e prostituzione. Il Parco Sempione deve tornare a essere uno spazio pubblico sicuro e vivibile per tutti, soprattutto per le famiglie, i bambini e gli anziani. Sgomberi e bonifiche non sono sufficienti perché appena le forze dell’ordine si allontano tutto torna come prima”.
Manifestare è un diritto sacrosanto. Affidare ai social la propria rabbia, prendersela con il sistema non porta a nulla. Bisogna scendere in strada numerosi per far sentire la propria voce, pungolare le istituzioni e chiedere interventi strutturali. Luigi, Simonetta, Angela e Andrea, i quattro cittadini promotori delle due petizioni, ne sono convinti. “Ci auguriamo una grande partecipazione da parte dei residenti. Più saremo, più avremo la forza di farci ascoltare. E chissà che, di fronte alle molte domande che tutti insieme avanzeremo alle istituzioni, queste non si decidano a darci le tanto attese risposte – dicono -. Non solo. Sarà anche l’occasione per vedere il parco finalmente occupato da persone perbene. Il nostro parco, un luogo in cui portare a spasso il cane, ritrovarsi con gli amici e far giocare i bambini nello spazio a loro dedicato”.

Al sit-in parteciperà anche il presidente della Circoscrizione Valerio Lomanto con la sua maggioranza per dare supporto ai residenti. “L’area Sempione è stata completamente dimenticata dalle istituzioni più alte, per questo noi scendiamo a manifestare al fianco dei cittadini. All’amministrazione chiediamo maggiore chiarezza. Gli abitanti hanno il diritto di sapere a che punto è il progetto con la Supera – afferma -. Per colpa di una visione cieca da parte del sindaco che non ha voluto inserire nel Pnrr la riqualificazione della piscina, in quel luogo si è venuto a creare un ghetto. La situazione ora è scappata di mano. Di interventi la polizia ne ha fatti molti, ma dopo ogni sgombero, si sa, poi si torna punto e a capo. Pertanto ci vuole un presidio fisso, ma ci vuole anche un cambio di passo da parte della città”.




Grazie Paola per essere sempre presente e per far ascoltare la nostra voce in modo onesto.