5 ANNI DI CARCERE PER DON ALÌ, ACCUSATO DI VARI REATI
- facciamobarriera
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Per Don Alì, al secolo Alì Said, è arrivata la condanna per diversi reati commessi, in varie parti d’Italia, prima di quello per cui si trova attualmente dietro le sbarre. Il tiktoker marocchino di 25 anni era stato acciuffato e spedito in carcere il 21 novembre scorso in seguito a un’ordinanza di custodia cautelare per minacce e atti persecutori ai danni di un maestro elementare di Barriera di Milano. La pena che ora gli è stata inflitta per una serie di episodi che vanno dalla resistenza a pubblico ufficiale, le minacce al furto aggravato e alla rapina lo inchioda in cella per cinque anni.

Don Alì era ben noto sui social dove raccontava le sue bravate. Nei video pubblicati, con aria da bullo, si autoproclamava il “Re dei maranza”, affermava di fare quello che voleva, di non aver paura della polizia e di essere lui la legge, sfidando con arroganza le forze dell’ordine. Era seguito da migliaia di follower (222 mila su Instagram e 338 mila su TikTok) che ora dovranno trovarsi di meglio da fare per almeno qualche anno.
Così Don Alì salda il conto con la giustizia per quanto riguarda il passato. Poi però finirà a processo per l’agguato e lo stalking ai danni dell’insegnante. Il 22 ottobre il tiktoker, in compagnia di due amici, aveva aspettato il maestro fuori dalla scuola per offenderlo e minacciarlo davanti agli occhi della figlioletta di tre anni e mezzo, accusandolo ingiustamente di aver picchiato un bambino. La scena ripresa con il cellulare era stata pubblicata sui social. Nei giorni successivi il “Re dei maranza” aveva diffuso spezzoni di un’intervista rilasciata alle “Iene” in cui, parlando della vicenda, affermava la necessità di “punire” chi stupra i bambini e inoltre rinnovava le minacce al professore.
Dagli investigatori della Squadra Mobile Don Alì era stato anche identificato come l’autore dell’aggressione subita da una troupe di <Diritto e Rovescio>, in corso Novara l’11 novembre, durante la realizzazione di un servizio su di lui.
Per il giovane l’avvocato ha chiesto il rito abbreviato che, in caso di condanna, si tradurrebbe in uno sconto di un terzo sulla pena, e la perizia psichiatrica per valutare la capacità di intendere e di volere dell'assistito. Venerdì il giudice si esprimerà. Per i due amici, di 24 e 27 anni, che erano con lui durante l’aggressione al maestro, era invece stato disposto l’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria.
