LA TRUFFA DELLO SPECCHIETTO ANCHE IN BARRIERA
- facciamobarriera

- 15 ore fa
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Aggiornamento: 2 ore fa
Ormai le insidie si nascondono ovunque. Finire nelle grinfie dei truffatori è un attimo perché loro sono abili a far leva sulla buona fede della gente perbene. Quello che stiamo per raccontarvi è successo oggi, lunedì 23 marzo, a chi scrive.
Qualche minuto dopo le 12 a bordo della mia auto rossa svolto da via Corelli in via Gottardo. Non c’è nessuno per strada. Silenzio intorno. A un certo punto una forte botta proveniente dal lato destro del veicolo mi fa sussultare, come se un sasso avesse colpito la carrozzeria. Parcheggiata contro il marciapiedi c’è un’auto bianca.

Il semaforo all’incrocio con via Tartini è verde. Il posto più vicino in cui fermarsi è all’altezza di via Gottardo 183, una stradina interna che porta in via Pergolesi. Il tempo di scendere per capire cosa è accaduto all’auto ed ecco che arriva un’Audi bianca che si ferma a poca distanza. Alla guida c’è un trentenne abbronzato o con l’incarnato scuro e un forte accento, forse siciliano, che si rivolge a chi scrive con fare aggressivo: “Lei mi ha toccato”.

Impossibile perché stavo viaggiando in centro alla via. Impossibile perché la mia auto non ha danni evidenti. Lui urla, urla, urla, con l’obiettivo di spaventarmi o sopraffarmi. “Lei mi ha distrutto lo specchietto retrovisore!” sbraita. Non è vero perché è intatto. “Non ha sentito la botta?” insiste. “Certo, ma non so spiegarmela” gli rispondo per poi aggiungere: “Non mi prenda in giro. L'ha già fatto giorni fa con un mio amico in via Porpora”. Un nostro lettore ha, infatti, vissuto una vicenda analoga la scorsa settimana, in quella via, a due passi dal mercato.
Sono sola. Ho lasciato le chiavi nel cruscotto e la borsa sul sedile. Mi sento in pericolo. Potrebbe avere un complice. Decido di andarmene. Lui dice che vuole chiamare i vigili, ma poi salta a bordo dell’Audi e scappa via.
Segnalazione fatta alle forze dell’ordine. “E’ la truffa dello specchietto. Girano in zona da un po’. Li stiamo cercando” spiegano i Carabinieri.
Come funziona? Agiscono almeno in due. Qualcuno al telefono segnala che è in arrivo la preda giusta, una persona sola, meglio se anziana o di sesso femminile. Così il farabutto in agguato può entrare rapidamente in azione, lanciando qualcosa contro l’auto che sta passando. Il veicolo è idoneo solo se è ben tenuto perché chi è a bordo di un furgone vecchio e sgangherato o di una macchina mezza sfasciata difficilmente si ferma per capire cosa è successo.
La botta? È causata dal lancio di un sasso o di un chiodo. Infatti, sulla portiera di destra è spuntata una bella ammaccatura, fresca di giornata. Peccato non avere avuto il tempo per prendere il numero di targa di questo signore, senza alcun dubbio un “lurido bastardo” (cit. dal film “Mamma ho perso l’aereo”). Fate attenzione. Non ci cascate. Non vi spaventate. Denunciate.





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