PARCO SEMPIONE, UN FILM GIÀ VISTO
- facciamobarriera

- 5 ore fa
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Sono tornati anche questa volta, dopo lo sgombero di mercoledì 4 marzo. Chi? Ovviamente i soliti disperati al parco Sempione. I primi erano già lì fin dalla mattinata di ieri. A notarli i residenti, che non hanno esitato a farci la segnalazione. “Erano pusher in attesa dei clienti abituali”, secondo le loro testimonianze. Oggi, intorno alle 18, ne hanno di nuovo visti tantissimi.
Ma qual è la novità? Che alla fine tornano sempre si sa da tempo. Stupisce di più che qualcuno si fosse illuso, pensando che questo sarebbe stato “l’ultimo sgombero”, quello definitivo in grado di mettere in fuga per sempre gli sbandati. Meglio non cantare vittoria prima del tempo, recita un vecchio adagio.
Riavvolgiamo il nastro. Mercoledì all’alba scatta il mega blitz delle forze dell’ordine. L’accampamento dei soliti noti viene raso al suolo. La Polizia identifica almeno quaranta persone, tra le quali ne denuncia 14. Amiat ripulisce l’area, portando via una caterva di rifiuti. Personale Rfi rimuove i Betafence utilizzati come supporti a cui ancorare tende, pannelli, ombrelloni, ricoveri di fortuna.
“Evviva, evviva! Finalmente è stato smantellato il supermercato della droga!” esulta qualcuno. Invece no. La mattina dopo si torna punto e a capo. Vengono avvistati i primi pusher. Il braccio di ferro con le forze dell’ordine prosegue. Nella serata di ieri, tre pattuglie della Polizia Locale, una dei Carabinieri e una volante della Polizia di Stato fanno un nuovo intervento. “Finalmente. Magari è la volta che davvero riescono a mandarli via” commenta un residente. Invece no. Tutto come prima, ieri, oggi e domani.
Gli sgomberi non risolvono definitivamente i problemi, come dimostrano da tempo i fatti in Barriera, perché gli occupanti va da sé che non spariscono nel nulla. L’intervento delle forze dell’ordine è di fondamentale importanza per far capire alla masnada di disperati che le istituzioni non rinunciano di certo al controllo del territorio e che parchi, giardini, edifici abbandonati appartengono alla comunità e non a chi con un colpo di mano pensa di potersene impadronire. Idem per i presìdi fissi, ce lo insegna l’esperienza in largo Giulio Cesare.
Sgomberi e presìdi spostano soltanto i problemi nello spazio (da un luogo a un altro) e nel tempo (perché in poche ore poi torna tutto come prima). Ci vogliono, in questo momento, passaggi continui dell’Asl e dei Servizi sociali per offrire supporto e alternative abitative ai disperati. Questo in attesa dell’inizio dei lavori di riqualificazione che riguarderanno tutta l’ampia area dall’ex Gondrand fino alle ex piscine Sempione, i lavori che un poco per volta restituiranno questa porzione di Barriera ai cittadini.








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