PORCEDDA LE CANTA A MARRONE
- facciamobarriera

- 21 gen
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In base alla nuova proposta di legge regionale sulla Polizia Locale, che nei prossimi giorni sarà depositata dalla prima firmataria Alessandra Binzoni (Fratelli d’Italia) in Consiglio regionale, i vigili dovranno essere un po’ meno civich e un po’ più poliziotti. Alla conferenza stampa di presentazione l’assessore Maurizio Marrone è stato chiaro: meno multe per le strade e più interventi di polizia. E tutto ciò sarà possibile grazie alla riforma in questione che punta sulla specializzazione del corpo. Verrà pertanto istituito un reparto operativo di intervento urbano, strutturato in settori come la Squadra Mobile, per contrastare lo spaccio, la prostituzione, le baby gang e i reati contro la persona e contro il patrimonio

Ne abbiamo parlato con l’assessore alla Polizia Locale della Città di Torino Marco Porcedda per conoscere la sua opinione sulla riforma presentata da Marrone. Ha letto la nuova proposta di legge regionale di FdI, che gliene pare?
"Siamo davvero contenti che l’assessore Marrone e i proponenti di questa proposta di legge regionale riconoscano come spunto esperienze che nel Corpo di Polizia Locale della Città di Torino esistono già da tempo e funzionano. Esperienze su cui è attivo e costante, come su tutto il lavoro relativo ad esempio alla formazione, il confronto con l’assessore regionale alla Polizia Locale Enrico Bussalino”.
Quindi lei sta dicendo che la Polizia Locale è già sufficientemente specializzata…
“Reparti operativi speciali come questo all’interno del Corpo esistono già, sono il Reparto Operativo Speciale (che si occupa ad esempio di prevenire e contrastare furti, borseggi e di sicurezza urbana) e il Reparto Informativo Sicurezza e Integrazione (che si occupa di controlli itineranti e svolge verifiche rispetto a insediamenti di nomadi e aree occupate). Nella proposta si parla di istituire interventi di polizia di prossimità e abbiamo un nucleo dedicato, il nucleo di prossimità, che si occupa di mediazione sociale, situazioni di disagio, violenze domestiche”.
Non pensa che la riforma potrebbe migliorare l’attuale normativa “ormai datata e cogliere le esigenze attuali di sicurezza del territorio”, com’è stato detto da Marrone?
“Tutto si può potenziare e migliorare, ma ho l’impressione che questa legge fotografi una realtà che già esiste, quella torinese, più che proporne una nuova. Mi sembra tra l'altro di rilevare diversi possibili profili di illegittimità connessi alla titolarità normativa in materia da parte dello Stato, da una parte, ed all'autonomia degli enti locali, dall'altra”.
Che cosa manca in particolare nel testo, secondo lei?
“Non si parla di indennità che vanno istituite a livello nazionale e che sono strettamente connesse a tutti i compiti di pubblica sicurezza che qui si vorrebbero attribuire alla polizia locale. Auspico comunque che questo sia invece già in esame nella revisione della normativa a livello nazionale, un iter che sappiamo essere già in corso e rispetto al quale anche il Sindaco, in qualità di vicepresidente Anci, è intervenuto chiedendo per la Polizia Locale adeguamenti normativi, economici e di dotazioni, come l’accesso alla banca dati delle forze di polizia".




Porcedda forse dovrebbe dire alla Polizia Locale che quando viene chiamata al centralino 011011011 o passata dal 112 , che è imbarazzante avere risposte del tipo "Noi non veniamo perchè abbiamo paura". Questo è il servizio che già esiste? Mi sa che è molto da rivedere. PS. Naturalmente non è venuto nessuno e siamo rimasti col problema.