PRANDI: "NON MANDEREI MIA FIGLIA A VIVERE IN BARRIERA"
- facciamobarriera

- 5 dic 2025
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A dire male di Barriera non sono soltanto i residenti stanchi del degrado imperante. Che sia una specie di Bronx ormai deve essere convinzione diffusa se, ieri, giovedì 4 dicembre, durante il primo incontro formale con i consiglieri comunali a Palazzo Civico, anche la rettrice dell’Università di Torino Cristina Prandi ha avuto parole poco lusinghiere nei confronti del quartiere, rispondendo con schiettezza a una domanda che le è stata posta.

Ecco cosa è accaduto. Durante l’audizione in Commissione, durata più di due ore, a un certo punto, la rettrice sposta l’attenzione sulla necessità di un confronto continuo con la Città. Spiega che questa sinergia favorirebbe la rinascita dei quartieri fragili di Torino perché gli universitari sono un’opportunità. Pertanto gli studenti potrebbero abitare in luoghi anche periferici che però devono essere vivibili. “Alla Città dico che servono servizi e sicurezza in tutti i quartieri” afferma Prandi.
In Barriera di Milano, ad esempio? La rettrice, a questo punto, non ha dubbi. “Per me ora non è abitabile - dichiara -. Se mia figlia fosse fuori sede non la manderei a vivere lì. Ho anche dissuaso amici dal farlo con i propri figli”. Non c'è da offendersi. Ha ragione.




Ho sempre vissuto in Barriera, poi con la mia compagna ho cambiato quartiere. Quando mia figlia ha voluto andare a vivere da sola abbiamo deciso che andasse in Barriera per trovare un affitto accettabile. Ecco: io ho mandato mia figlia a vivere in Barriera. Non è un bel quartiere ma finora nessun problema in tre anni, a parte un tizio (bianco) che ha insistito per offrirle un caffè.
Case svalutate, macchine danneggiate, paura per strada, impossibilità a dormire per il caos dei locali che rimangono ogni notte aperti, spaccio, personaggi di dubbia eticità arrestati...ma in fondo, proprio in fondo è bella Barriera. Un po' di obiettività e meno complicità verso chi vuole sdrammatizzare e non ci risolve niente. Non penso abbia mancato di rispetto, quanto abbia detto una verità scomoda, talmente scomoda da sentirsi obbligata a ritrattare. L'articolo su La Stampa di questa mattina era patetico, sembrava richiesto ad hoc per trovare alibi e alzare il tappeto. Questa Giunta proprio non ne vuole sapere niente e tenta di insabbiare tutto.
Forse c'è una questione che viene prima di tutto questo: poter scegliere oppure non poter scegliere il quartiere (o la città) in cui vivere. Io non posso scegliere, perciò mi tengo Barriera e cerco di farmela piacere. Naturalmente non è facile farsi piacere Barriera ma, appunto, io non posso scegliere. Ciao.
La prima a cui dire grazie e l'appendino che ne aveva fatto un baluardo per essere eletta nelle periferie, come il primo mattone per la nuova città della salute e non ha fatto nulla di nulla come anche questo di adesso lo russo, menefreghisti assoluti, basta politica non bisogna piu votare nessuno fine!!!!! Tanto non fanno nulla e noi in barriera siamo alla merce' di magrebini,somali, nigeriani e via dicendo, con la paura di non potere andare a lavorare la mattina dopo in auto perche magari i deturpata o derubata o addirittura incendiata. Basta a quei politici che promettono fumo anzi aria fritta non venite piu a fare discorsi qui da noi lontano state lontano, grazie
La cosa che colpisce di più è il prendere ormai Barriera come esempio del posto peggiore in cui vivere. Non mi offendo per questo ma provo molta tristezza.