VIA GHEDINI, CANTINE O DISCARICHE?
- facciamobarriera

- 2 ore fa
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Questo è lo stato in cui versano le cantine del supercondominio Atc di via Ghedini 12, dove un alloggio di edilizia sociale occupato abusivamente da una famiglia rom è stato recuperato dalla Polizia Locale il 9 febbraio scorso. Lo potete vedere dal breve video che ci ha inoltrato il responsabile torinese Udc Mino Giachino, il quale a sua volta lo ha ricevuto da alcuni residenti dello stabile, stanchi di vivere nel degrado.
Scatoloni, pezzi di mobilio, secchi vuoti, stracci, vecchie bici, cartacce, materassi, resti di materiale elettrico, sacchi pieni di immondizia, pannolini, bombole del gas ma non solo. Ammonticchiati per le scale e lungo il corridoio ci sono rifiuti di ogni genere che impediscono l’entrata nelle singole cantine. Sicuramente quello è il regno dei topi e delle blatte. Gli addetti alle disinfestazioni non hanno assolutamente il coraggio di inoltrarsi in quei cunicoli umidi, sporchi e maleodoranti, pieni di escrementi e rumenta schifosissima. Qui c’è un serio problema igienico-sanitario. A rendere ancora più ripugnante, se possibile, l'ambiente si aggiungono i muri scrostati e le porte rotte.
“Quella casa Atc deve essere assolutamente sistemata – commenta Giachino -. È la rappresentazione plastica del fatto che le Amministrazioni da anni considerano Barriera, ma anche Aurora e gli altri quartieri periferici, di serie B. Per questo ho scritto al Prefetto, al Sindaco e al Presidente Atc, chiedendo un intervento immediato”.
Tutta quella immondizia si è accumulata nel tempo. Addirittura negli anni, senza mai che nessuno provvedesse a dare una ripulita. “Prima del Covid ci andavano a dormire i senzatetto – ci raccontano alcuni residenti -. Il portone è sempre aperto, quindi può entrare chiunque e fare ciò che gli pare. Buona parte di queste porcherie sono state abbandonate lì da un accumulatore seriale che vive nel palazzo. I servizi sociali si sono dimenticati di lui”.
È indignato Giachino di fronte alla segnalazione ricevuta. Si chiede come sia possibile che i residenti delle periferie vengano trattati continuamente come “figli di un dio minore”. “Sindaco, presidenti di Fondazioni bancarie basta fare investimenti solo nell’area centrale di Torino – afferma -. Oggi le due Torino di cui parlava l’Arcivescovo Nosiglia nel 2012 sono ancora più distanti. Si è dimenticata la lezione dei Santi sociali? Non capisco come facciano i cattolici ad appoggiare amministrazioni che hanno impoverito più di metà della Città”.




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