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È LUI L'ORCO?

Immagine del redattore: facciamobarriera
facciamobarriera
1 ora fa
Tempo di lettura: 2 min

Dopo l’abuso nei confronti di un 12enne al parco dell’Arrivore, il presunto autore dello spregevole reato, un ventenne egiziano, se l’era data a gambe. Ieri, lunedì 21 settembre, intorno all’ora di pranzo, la Polizia lo ha scovato. Aveva trovato rifugio a San Salvario, quartiere molto frequentato dai suoi connazionali. Forse aveva intuito che le forze dell’ordine (e magari anche familiari e parenti del piccolo stuprato brutalmente) erano sulle sue tracce.



La fuga del bruto è durata poche ore. Gli agenti del Commissariato Barriera Nizza insieme con gli agenti della Squadra Mobile lo hanno braccato nel dedalo di viuzze di San Salvario, tra le vie Saluzzo e Nizza, dove è facile nascondersi.


Il provvedimento di fermo di delitto nei suoi confronti, emesso dal Pm titolare delle indagini per il reato di violenza sessuale aggravata, è stato eseguito nella serata di ieri. Il giovane è “un cittadino italiano di origini egiziane (classe 2006), gravemente indiziato di aver commesso una violenza sessuale, venerdì 18 settembre, in danno di un dodicenne (classe 2013)” spiega una nota stampa della Questura.


Lo stupratore aveva adescato il dodicenne nel complesso delle case popolari di via Cravero, mentre stava giocando con alcuni amichetti nel cortile, promettendogli un giro in monopattino e qualche snack. Una volta convinto a salire a bordo del mezzo, lo aveva portato al parco intorno alle 19. Dopo la violenza il tentativo di ottenere il silenzio del piccolo in cambio di alcuni pacchetti di patatine, acquistate in un minimarket vicino all’Aldi di strada Settimo, prima di riaccompagnarlo a casa. Tentativo fallito perché il 12enne scioccato, di fronte alla mamma, era scoppiato in lacrime raccontando l'accaduto.


L’attività di indagine, svolta dagli investigatori della Squadra Mobile di Torino e dal Commissariato Barriera Nizza, ha permesso di identificare l'autore del reato in tempi davvero rapidi grazie alla visione dei filmati raccolti dalle telecamere presenti in zona. Importanti sono state anche le testimonianze di chi ha visto il ventenne egiziano aggirarsi nel cortile delle case di via Cravero e poi approcciare il minore. Ulteriori accertamenti hanno inoltre aggiunto elementi utili per dimostrare  la sua colpevolezza.


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