BAR EX CASABLANCA CHIUSO DAL QUESTORE
- facciamobarriera

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Serrande abbassate per il bar ex Casablanca di via Palestrina, angolo via Chatillon, a partire dalle prime ore del pomeriggio di oggi, giovedì 5 febbraio. I residenti hanno tirato un sospiro di sollievo quando hanno visto le forze dell’ordine piazzare, in bella vista, il ben noto cartello che indica “la chiusura provvisoria con provvedimento del Questore ai sensi dell’art. 100 del Tulps”. Per quanto tempo non si sa. Il motivo nemmeno, ma forse si può immaginare, considerato il fatto che questo locale è da anni al centro delle cronache per condotte non proprio esemplari.

Prima di azzardare qualche ipotesi, vediamo cosa dice l’art. 100 del Tulps: “Il questore può sospendere la licenza di un esercizio, anche di vicinato, nel quale siano avvenuti tumulti o gravi disordini, o che sia abituale ritrovo di persone pregiudicate o pericolose o che, comunque, costituisca un pericolo per l'ordine pubblico, per la moralità pubblica e il buon costume o per la sicurezza dei cittadini”.

Beh, ripercorrendo la storia dell’ex Casablanca, alla luce di quanto dispone l’articolo in questione, non c’è da stupirsi di fronte al provvedimento firmato dal Questore Massimo Gambino. I fatti che nei mesi scorsi vi abbiamo riportato parlano da sé.
La sera di Halloween, durante un blitz, gli uomini del Commissariato Barriera di Milano con il supporto dei Vigili del fuoco e della Polizia Locale, sorpresero nel seminterrato cinque clienti che stavano consumando sostanza stupefacente. Ad alcuni fu trovata la droga nascosta negli indumenti e nelle scarpe. Quindi non si può di certo dire che l’ex Casablanca sia ben frequentato.
Non solo. Una nota della Questura, risalente al novembre scorso, evidenzia che il bar è stato nel tempo “oggetto di numerosi esposti per schiamazzi, musica ad alto volume e disturbo della quiete pubblica”. Infatti, i residenti, come riportato più e più volte da noi e da altri giornali, spesso non riescono a chiudere occhio la notte per il rumore che proviene da questo locale dove si svolgono feste chiassose non autorizzate e si consumano violente risse tra avventori ubriachi o drogati.
Oggi, nel corso del consueto controllo straordinario del territorio sotto la regia del Commissariato Barriera di Milano, le forze dell’ordine sono andate a far visita alla titolare del bar (chissà che piacevole sorpresa!) per notificarle il provvedimento. È successo, guarda caso, a distanza di pochi giorni dal sopralluogo del 27 gennaio. Quella sera, in cui tra l’altro c’era anche lo Spresal (Servizio per la Prevenzione e la Sicurezza degli Ambienti di Lavoro), per un paio di ore furono effettuati controlli accurati rivolti agli avventori e al locale, incluso il seminterrato.
L’ispezione si era ipotizzato che fosse da far risalire alla stretta sulla sicurezza nei locali pubblici, all’indomani della tragedia di Crans Montana. Pochi giorni prima, infatti, c’era stato il giro di vite imposto dal Viminale con la direttiva del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi inviata a tutti i prefetti per chiedere di intensificare i controlli, a partire dal rispetto delle norme antincendio.




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