TRE ANNI DI SORVEGLIANZA SPECIALE PER DON ALÌ
- facciamobarriera

- 1 giorno fa
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Il conto di Don Alì con la giustizia si fa sempre più salato. Nei suoi confronti - ecco la novità - il Questore di Torino Massimo Gambino ha chiesto al Tribunale del capoluogo piemontese la Sorveglianza Speciale. Lo ha fatto attraverso la Divisione Polizia Anticrimine e il Tribunale ha accolto la proposta.

Il noto tiktoker, all’anagrafe Alì Said, prima di essere raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare che lo ha spedito dritto in carcere, era molto attivo sulle più note piattaforme social dove si era autoproclamato “Re dei Maranza”. Su Tik Tok e Instagram, come spiega una nota della Questura, “esibiva le proprie condotte antigiuridiche, ottenendo milioni di visualizzazioni”.
IL CURRICUM CRIMINALE DI DON ALI’
Gli inquirenti hanno ricostruito meticolosamente l’excursus criminale del Re dei Maranza. Sono emersi numerosi comportamenti violenti e minacciosi nei confronti di soggetti vulnerabili come minorenni e anziani, ma anche ai danni di titolari di piccoli esercizi commerciali, i quali, per timore di ripercussioni, spesso rinunciavano a denunciare le angherie subite. A loro per intimorirli si rivolgeva utilizzando il solito repertorio di frasi di scherno, come “a me non mi arresta nessuno! Io sono come un grillo”, “vai a chiamare la polizia che se ti prendo da solo […]”.
Sui social talvolta invitava i suoi follower ad atteggiamenti di aperta sfida verso l’Autorità, postando tutorial in cui, per esempio, insegnava come si fa ad aggirare le forze dell’ordine e a sfuggire ai loro controlli.
Nella sua “carriera criminale” Don Alì ha anche adottato condotte di questo tipo nei confronti dei controllori di treni. La nota racconta un episodio in particolare. Un controllore gli chiede di mostrargli il biglietto e lui con tono minaccioso gli risponde “se continui così stasera non torni a casa da tua moglie, non mi interessa che sei un pubblico ufficiale chiama pure chi vuoi”. Poi, per far capire al malcapitato che non sta scherzando, lo colpisce al volto con un forte schiaffo, facendogli cadere il cellulare dalle mani.
I VIDEO PUBBLICATI SUI SOCIAL
Era buona usanza di Don Alì immortalare le proprie “gesta” per postarle sui social, meglio se in diretta. A seguirlo soprattutto i giovanissimi utenti della rete che contraccambiavano i suoi “sforzi” garantendogli milioni di visualizzazioni. Tutto ciò “generando un preoccupante rischio di emulazione, idoneo ad alimentare il fenomeno sempre più diffuso delle cosiddette baby gang” chiarisce la nota della Questura.
Particolare risalto mediatico lo ha ottenuto il video pubblicato il 21 ottobre scorso con il titolo “aspettando la preda”, nel quale si vedono Don Alì e due compagni di scorribande impegnati nella famosa “spedizione punitiva” nei confronti di un maestro di Barriera. I tre maranza aspettano l’insegnante fuori da scuola per offenderlo e minacciarlo davanti agli occhi della figlioletta di tre anni e mezzo, accusandolo ingiustamente di aver picchiato un bambino.
LA SORVEGLIANZA SPECIALE
È un curriculum criminale di tutto rispetto quello di Don Alì, come ricostruito dettagliatamente dalla Divisione Anticrimine. Di fronte alla gravità di queste condotte il Tribunale di Torino – Sezione Misure di Prevenzione non ha esitato ad accogliere la proposta del Questore di Torino di sottoporre il tiktoker alla misura della Sorveglianza Speciale per la durata di tre anni, con l’obbligo di soggiorno nel Comune di residenza.
Il provvedimento impone a soggetti pericolosi per la sicurezza pubblica rigide prescrizioni e limitazioni per controllarne l’operato, “al fine di arginarne la conclamata e attuale pericolosità ed evitare che commettano ulteriori reati”, sottolinea la Questura.
Considerato che la diffusione e amplificazione a mezzo social fa aumentare la portata offensiva e intimidatoria e anche il rischio di emulazione, al Re dei Maranza è stato inoltre imposto il “divieto di comunicare o diffondere audio o video tramite internet, anche per interposta persona”.




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